Porta Venezia: liberty, cultura e movida
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Porta Venezia: liberty, cultura e movida

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Facciate decorate, i fenicotteri di Villa Invernizzi, i Giardini Montanelli e una vita serale che non si ferma mai. Una zona che va scoperta alzando lo sguardo.

Porta Venezia è una di quelle zone che, se la fai bene, ti fa capire perché Milano piace anche a chi non ama fare il turista. Hai lo shopping vero con Buenos Aires, hai un parco che sa di casa con il Montanelli, hai musei che vengono frequentati costantemente, e in mezzo una quantità di dettagli Liberty che ti fanno stare con il naso all'insù.

E poi sì, la caratteristica più amata da noi milanesi è che la sera si accende ancora di più. Non per forza caos, ma nel senso che trovi sempre un posto giusto a seconda di come ti senti quella sera. Noi di Xenia abbiamo appartamenti in questa zona e la conosciamo bene: è una delle basi più intelligenti per chi viene a Milano e vuole muoversi senza problemi. Quello che trovi in questo articolo è quello che diciamo agli ospiti che ci chiedono consiglio.

La sua storia

Porta Venezia nasce come porta d'ingresso verso est e nord-est, e per secoli è stata chiamata Porta Orientale. Qui passa l'idea di Milano che non si ferma mai: bastioni, dazi, gente che arriva e riparte. Ancora oggi lo vedi bene in Piazza Oberdan, con i caselli daziari neoclassici progettati da Rodolfo Vantini tra il 1827 e il 1828: sono una di quelle cose che molti attraversano senza guardare, ma sono la firma storica della zona.

Poi c'è l'altra anima: Corso Venezia e le vie attorno sono state per Milano un laboratorio di eleganza urbana. Il Liberty qui non è un tema decorativo, è letteralmente il pezzo che la contraddistingue. Facciate decorate, ferri battuti, colori e dettagli che ti fanno capire che Milano non è solo grigio e vetro. Tra fine Ottocento e inizio Novecento questa zona era il salotto buono della borghesia milanese: chi aveva soldi e voleva mostrarlo, costruiva qui.

Cosa vedere

Corso Buenos Aires. È uno dei corsi commerciali più lunghi e pratici di Milano. Non è romantico, ma è utilissimo: se vuoi vedere Milano in modalità città vera, gente, ritmo e negozi, qui è perfetto. Quello che pochi sanno è che Buenos Aires si è sviluppata come asse commerciale popolare a partire dal dopoguerra, diventando in pochi decenni uno dei viali dello shopping più frequentati d'Europa per numero di negozi per metro lineare. L'errore tipico è ridurre Porta Venezia solo a Buenos Aires. La parte bella è nelle vie laterali, nel parco e nei musei.

Villa Invernizzi e i fenicotteri. È una delle cose più assurde che puoi trovare (anche per noi milanesi): passeggi su Via Cappuccini e a un certo punto trovi persone che guardano oltre un cancello. Sono lì per i fenicotteri del giardino di Palazzo Invernizzi. La villa apparteneva alla famiglia Invernizzi, quella del formaggio Certosa, e il giardino privato con i fenicotteri rosa è diventato una delle curiosità più note della città. È una tappa da cinque minuti, ma ti lascia sempre ricordo i insolito che non ci si aspetta.

Giardini Indro Montanelli. Questo è il parco che salva giornate intere: ci passi per respirare, per una pausa a metà itinerario, o semplicemente per uscire senza stare in mezzo alla strada. I Giardini pubblici di Porta Venezia sono i più antichi di Milano: aperti nel 1888, progettati da Emilio Alemagna, lo stesso che ha disegnato il Parco Sempione. Per decenni sono stati il polmone verde della borghesia milanese, con il laghetto, i viali alberati e le aiuole curate. Oggi sono ancora uno dei parchi più vissuti della città, e in più sei a due passi da museo, PAC e Planetario.

Museo di Storia Naturale e Planetario. Il Museo di Storia Naturale è uno di quei posti che funzionano sempre, anche per chi non è da museo: entri, fai un paio di sale e ti diverti. Fondato nel 1838, è uno dei musei naturalistici più importanti d'Italia e ospita collezioni di minerali, fossili e animali che vengono da tutto il mondo. Il Planetario è perfetto se vuoi un'ora al coperto senza pensare troppo: controlla il programma perché non è a ingresso continuo.

PAC – Padiglione d'Arte Contemporanea. Se vuoi un blocco culturale contemporaneo senza spostarti, il PAC è la scelta più semplice. Fu inaugurato nel 1954 su progetto di Ignazio Gardella, distrutto da un attentato nel 1993 e ricostruito fedelmente. È uno spazio mostre, quindi conviene sempre controllare cosa c'è prima di andarci: può essere chiuso tra un allestimento e l'altro.

Il giro Liberty: come farlo senza una mappa complicata

Se ti piace l'architettura, qui puoi farti un giro anche di solo trenta o quaranta minuti: strade residenziali, facciate, dettagli che non finiscono mai. Due punti da tenere in testa.

Casa Galimberti in Via Malpighi: una facciata che ti resta, piena di decorazioni e colore. È uno degli esempi più completi di Liberty milanese, costruita tra il 1902 e il 1905 dall'architetto Giovanni Battista Bossi. Le figure femminili in ceramica sulle facciate erano un modo per mostrare che il committente aveva gusto e denaro da spendere. Cà dell'Oreggia in Via Serbelloni: il famoso orecchio sul portone, una chicca proprio milanese. Il soprannome viene dall'orecchio in pietra scolpito accanto all'ingresso, un dettaglio così bizzarro che è diventato un punto di riferimento del quartiere.

Non è necessario fare un tour guidato: basta camminare tra Palestro, Porta Venezia e le vie laterali e guardare in alto. Se vuoi approfondire lo stile liberty in questo quartiere, puoi dare un'occhiata all'articolo Milano liberty: itinerario tra palazzi e dettagli nascosti.

Quanto tempo dedicarci

Se vuoi fare fenicotteri, parco e un giro Liberty, metti in conto 1-2 ore. Se aggiungi un museo o una mostra, sei sulla mezza giornata. Se vuoi aperitivo e cena, Porta Venezia funziona benissimo come serata intera. Per arrivarci scendi con la metro M1 a Porta Venezia ed esci su Corso Buenos Aires, oppure metro M1 scendi a Palestro per i Giardini, il PAC e i musei.

Dove mangiare

Porta Venezia è comoda perché fai tutto nello stesso raggio. A pranzo rimani tra Buenos Aires e le vie parallele: mangi e riparti senza perdere tempo in spostamenti: ti consigliamo Maniinpastagroup. Per una pausa caffè, la zona è perfetta perché ci sono bar di quartiere ovunque; tra i nostri preferiti ti proponiamo Egalitè, una boulangerie francese con caffetteria. Per l'aperitivo, invece, Il Mago di OZ e per cena Osteria alla Concorrenza.

La cosa bella è che non è tutto concentrato in una sola strada: se un posto è pieno fai due minuti a piedi e ne trovi un altro. Infatti, se dopo cena hai voglia di un po' di divertimento e particolarità ti consigliamo Via Lecco, punto di ritrovo di moltissimi giovani. Porta Venezia è una base intelligente se vuoi essere centrale senza essere incastrato nel centro storico. Dormire in zona Porta Venezia o Palestro ti mette a due passi dal parco, dai musei e dai collegamenti. Se invece vuoi bilanciare centro e serate più moderne, la fascia tra Porta Venezia e Porta Nuova funziona benissimo per entrambe le direzioni.

Noi di Xenia abbiamo appartamenti in questa zona, pensati per chi vuole vivere Porta Venezia con il ritmo giusto. Se stai pianificando il soggiorno, dai un'occhiata qui.

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