Milano ha uno strato storico che la maggior parte dei visitatori non raggiunge mai. Non perché sia nascosto, ma perché ci vuole qualcuno che ti dica dove guardare. Questi sette posti sono quelli che noi di Xenia consigliamo a chi vuole andare oltre il Duomo e il Castello e trovare una città che ha 2000 anni di storia impressa nei muri, nei pavimenti e nelle chiese.
Sono quasi tutti gratuiti, in centro e capaci di sorprendere anche chi a Milano ci vive da anni.
San Maurizio al Monastero Maggiore — Corso Magenta 15
Ingresso gratuito. Aperto dal martedì al sabato dalle 9.30 alle 17.30, domenica dalle 13.30 alle 17.00. Chiuso il lunedì. La chiesa è tenuta aperta dai volontari del Touring Club Italiano: in alcuni giorni potrebbe essere chiusa per cause impreviste, meglio verificare prima. Metro M1 o M2 fermata Cadorna.
Lo chiamano la Cappella Sistina di Milano e non è un'esagerazione. La chiesa fu costruita nel 1503 da Gian Giacomo Dolcebuono e Giovanni Antonio Amadeo, gli stessi architetti attivi nei cantieri del Duomo e di Santa Maria delle Grazie. Si trova all'interno del Monastero Maggiore, il convento benedettino femminile più importante della città. Le pareti sono coperte per circa 4000 metri quadri di affreschi cinquecenteschi di scuola leonardesca, in gran parte opera di Bernardino Luini: è una delle concentrazioni di pittura rinascimentale più alte che si possano vedere a Milano, e ci entrano pochissimi turisti. La cosa che colpisce di più è la struttura interna: la chiesa è divisa a metà da un muro affrescato. Da un lato stavano i fedeli, dall'altro le monache in clausura, che non potevano attraversare il confine. Oggi entrambe le parti sono visitabili e il contrasto tra i due ambienti, uno più sobrio e uno più ricco, racconta la vita monastica in modo molto diretto. Il monastero sorge sulle rovine del circo romano di Milano e incorpora ancora due torri romane: la Torre di Ansperto, parte delle antiche mura di Massimiano, e una torre quadrangolare del circo. Il convento oggi ospita il Museo Archeologico Civico, visitabile separatamente con biglietto.
Basilica di Sant'Ambrogio — Piazza Sant'Ambrogio 15
Ingresso gratuito. Aperta dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 18.00, domenica dalle 15.00 alle 17.00. Verificare che non ci siano liturgie in corso. Metro M2 fermata Sant'Ambrogio.
Sant'Ambrogio è la seconda chiesa più importante di Milano dopo il Duomo, ma è molto meno frequentata dai turisti e molto più vissuta dai milanesi. Fu costruita tra il 379 e il 386 d.C. da Ambrogio, vescovo di Milano, su quello che era il cimitero dei cristiani martirizzati durante le persecuzioni romane. Ricostruita nel romanico lombardo tra l'XI e il XII secolo, è diventata il modello compositivo di quasi tutte le chiese romaniche della Lombardia. L'esterno colpisce già dall'atrio: il quadriportico, ossia il cortile porticato a quattro lati che precede la chiesa, è uno spazio quasi sospeso, lontanissimo dal rumore della città nonostante sia a pochi minuti dal centro. Dentro, quello che vale la pena cercare è l'altare d'oro, l'altare di Sant'Ambrogio realizzato tra l'824 e l'859 d.C. dal maestro orafo Vuolvino: quattro facce ricoperte di lamine d'oro e d'argento con scene della vita di Cristo e di Sant'Ambrogio, incrostate di pietre preziose. È uno dei pezzi di oreficeria carolingia più importanti d'Europa.
Nella cripta riposano le spoglie di Sant'Ambrogio, San Gervasio e San Protasio, vestiti con i loro abiti. Il Sacello di San Vittore in Ciel d'Oro, una cappella paleocristiana del V-VI secolo accessibile dall'interno con biglietto di 1 euro, conserva uno dei pochissimi mosaici che ritraggono il vero volto di Ambrogio, realizzato quando il santo era ancora in vita. In piazza Sant'Ambrogio, vicino all'ingresso, c'è una colonna isolata con due fori che i milanesi chiamano da sempre la Colonna del Diavolo: la leggenda dice che i fori furono fatti dalla testa del Maligno, andato a sbattere contro la colonna dopo essere stato respinto da Ambrogio.
San Bernardino alle Ossa — Piazza Santo Stefano
Ingresso gratuito. Aperto dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 18.00, sabato dalle 9.30 alle 18.00, domenica dalle 9.30 alle 12.00. L'ossario è visitabile negli stessi orari ma chiuso la domenica. Metro M3 fermata Missori, oppure M1/M3 Duomo e dieci minuti a piedi. È una delle cose più particolari che si possano vedere a Milano. Dall'esterno sembra una chiesa qualunque del centro storico, barocca e discreta, niente che faccia presagire quello che c'è dentro. Poi entri nello stretto corridoio sulla sinistra e ti trovi in una cappella le cui pareti sono ricoperte interamente di ossa umane disposte in motivi geometrici precisi: teschi, tibie, femori, omeri, tutto ordinato con una cura quasi ossessiva. In alto, la volta è affrescata da Sebastiano Ricci con il Trionfo di anime in un volo di angeli, dipinto nel 1695.
La storia comincia nel 1127, quando venne costruito un ospedale per i trovatelli della città. Il cimitero annesso si riempì presto, e nel 1210 si costruì una camera per raccogliere le ossa esumate. Nel 1679, durante la ricostruzione dopo il crollo del campanile della vicina Basilica di Santo Stefano, le ossa furono sistemate sulle pareti in schemi decorativi, dando all'ossario la forma che ha ancora oggi. Una curiosità verificata: il re del Portogallo Giovanni V, visitando Milano, rimase così affascinato dall'ossario che ordinò di realizzarne uno simile a Évora. È la famosa Capela dos Ossos portoghese.
La Cappella della Madonna del Grembiule — Vicolo Santa Maria alla Porta
Accesso gratuito, sempre aperto. M1 fermata Cairoli, cinque minuti a piedi.
È uno di quei posti che i milanesi stessi non conoscono, e che quando lo trovano ne rimangono stupiti. Nel vicolo laterale della Chiesa di Santa Maria alla Porta, a due passi dalla Borsa di Milano, c'è quello che rimane di una cappella settecentesca distrutta dai bombardamenti della notte tra il 12 e il 13 agosto 1943: l'altare, il pavimento in marmo policromo rosa e grigio con al centro un cerchio in pietra inciso con la data 1943, e l'affresco della Madonna del Grembiule restaurato e restituito alla devozione nel 2015. La storia dietro è questa: nel 1651, durante i lavori di ricostruzione della chiesa su progetto di Richini, un operaio scrostando un muro scoprì un affresco quattrocentesco raffigurante la Madonna con il Bambino. Lo pulì con il grembiule che indossava e, secondo la tradizione, guarì immediatamente dalla zoppia che lo affliggeva. Il luogo divenne sacro per i milanesi, che nel Settecento costruirono attorno una cappella a pianta ottagonale. Le bombe la rasero al suolo, e successivamente non è più stata ricostruita. Quello che rimane è una specie di chiesa a cielo aperto, con i segni delle schegge ancora visibili sulla facciata della chiesa adiacente.
Il Palazzo Imperiale Romano — Via Brisa
Accesso gratuito, area sempre visibile all'aperto. Metro M1/M2 fermata Cadorna, poi dieci minuti a piedi verso via Brisa.
Quasi nessuno sa che Milano è stata per 116 anni la capitale dell'Impero Romano d'Occidente. Dal 286 al 402 d.C., quando Roma aveva già perso la presa strategica sui confini dell'impero, Mediolanum era il cuore politico e militare del mondo occidentale. Qui nel 313 Costantino firmò l'Editto di Milano che concesse la libertà religiosa ai cristiani. Qui Sant'Ambrogio costruì le basiliche che ancora esistono oggi. Qui Attila arrivò nel V secolo e, offeso dai mosaici che raffiguravano romani trionfanti sugli Sciti, ordinò a un pittore di capovolgere le scene.
Del palazzo imperiale di Massimiano, che occupava un'area vastissima tra Corso Magenta e via Torino, rimangono i resti visibili in via Brisa: fondazioni, tratti di muri in mattoni fino a 1,40 metri di altezza, la planimetria di quello che era probabilmente un padiglione di rappresentanza con sala absidata centrale e ambienti laterali. Vengono alla luce per la prima volta negli anni Cinquanta, dopo i bombardamenti del 1943 che distrussero il quartiere. Non è la grandiosità del Colosseo, ma stare davanti a quei mattoni sapendo cosa rappresentano, cambia la percezione della città in modo permanente. I pannelli informativi nell'area spiegano la pianta e la storia. Per chi vuole approfondire, il Museo Archeologico in Corso Magenta 15 conserva ulteriori resti del circo romano e delle mura imperiali.
Santa Maria alla Fontana — Piazza Santa Maria alla Fontana 11
Visitabile durante gli orari delle messe, dal lunedì al venerdì dalle 17.00 alle 19.00. Ingresso gratuito. Metro M2 fermata Garibaldi o Zara.
È uno dei posti più segreti di Milano, poco conosciuto anche dai milanesi stessi. Il santuario sorge su una fonte d'acqua che nel Cinquecento era considerata miracolosa. Nel 1507 Carlo II d'Amboise, governatore di Milano sotto il dominio francese, ordinò di costruirvi un santuario dopo esser guarito bevendo l'acqua della fonte: l'edificio divenne una delle tre strutture sanitarie principali della città, insieme alla Ca' Granda e al Lazzaretto. Il progetto fu a lungo attribuito a Leonardo da Vinci, poi a Bramante. Nel 1982 un archivista ritrovò un contratto del 1508 che attribuisce il progetto a Giovanni Antonio Amadeo, lo stesso architetto di San Maurizio al Monastero Maggiore. Il complesso è strutturato su chiese sovrapposte con due chiostri porticati: il sacello inferiore, cuore del santuario, ha ancora gli undici zampilli d'acqua della fonte, oggi acqua di rubinetto, e affreschi cinquecenteschi attribuiti alla bottega di Bernardino Luini. È un posto che sembra non appartenere alla città che lo circonda, e forse è questo il suo fascino principale.
Quando visitarli
La mattina nei giorni feriali è il momento migliore per quasi tutti questi posti: meno gente, più silenzio, possibilità di stare davanti ai monumenti con calma. San Maurizio in particolare, nei weekend di alta stagione, può diventare più frequentato del solito. L'ossario di San Bernardino è chiuso la domenica. La Madonna del Grembiule è sempre accessibile perché è all'aperto. Per Via Brisa non servono orari: ci passi quando vuoi. Se vuoi combinare più posti in una giornata, San Maurizio, la Madonna del Grembiule e il Palazzo Imperiale di Via Brisa sono tutti nello stesso raggio di dieci minuti a piedi in zona Corso Magenta. Sant'Ambrogio è a cinque minuti da lì. San Bernardino è dall'altra parte, in zona Duomo, e si abbina naturalmente a una visita alla Pinacoteca Ambrosiana nelle vicinanze.
Noi di Xenia abbiamo appartamenti in zona Cairoli, Magenta e Brera: le posizioni più comode per avere tutti questi posti a portata di mano senza logistica. Dai un'occhiata qui.



